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		<title>Testona Rossa – PGS Foglizzese 3-2</title>
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		<pubDate>Sat, 25 Feb 2012 12:33:41 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[volley]]></category>

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		<description><![CDATA[Partita da vincere a tutti costi quella del Testona Volley che affronta nel Primo Turno della Fase Finale del Campionato di Under 18 ad eliminazione diretta il PGS Foglizzese. Stagione 2011-2012 – Fase Finale Campionato Under 18/F Testona Rossa ’95 – PGS Foglizzese 3-2 (25-21, 16-25, 27-29, 25-13, 15-11) Partita da vincere a tutti costi [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=sp0blog.wordpress.com&amp;blog=6757155&amp;post=607&amp;subd=sp0blog&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Partita da vincere a tutti  costi quella del Testona Volley che affronta nel Primo Turno della Fase Finale del Campionato di Under 18 ad eliminazione diretta il PGS Foglizzese.<a href="http://sp0blog.files.wordpress.com/2012/02/under-18.jpg"><img src="http://sp0blog.files.wordpress.com/2012/02/under-18.jpg?w=300&#038;h=195" alt="" title="UNDER 18" width="300" height="195" class="alignright size-medium wp-image-608" /></a> Stagione 2011-2012 – Fase Finale Campionato Under 18/F<br />
Testona Rossa ’95 – PGS Foglizzese 3-2 (25-21, 16-25, 27-29, 25-13, 15-11)<br />
Partita da vincere a tutti  costi quella del Testona Volley che affronta nel Primo Turno della Fase Finale del Campionato di Under 18 ad eliminazione diretta il PGS Foglizzese.<br />
Il primo set parte subito con le squadre in equilibrio e con un livello di gioco non elevatissimo forse anche a causa della tensione vista l’elevata posta in palio. Le squadre si equivalgono ma il tandem dei Coach, Perrotta-Barbiani, non è soddisfatto. Il Testona riesce comunque a limitare gli errori, tattica che si rivela vincente per la conquista del set che si concretizza con un buon 25-21.<br />
Serve di più per poter passare il turno e l’inizio del secondo set sembra promettere bene. Controllo del gioco e fluidità dell’azione portano le Perrottine sull’8-2 ma poi si spegne la luce improvvisamente e il Foglizzese rimonta e si porta a condurre con una parziale pesantissimo di 0-8 (8-10). Dalla panchina si chiama il time-out tecnico ma al rientro in campo non cambia la situazione e il Testona si ritrova sotto 9-14. Da qui in poi la squadra avversaria comanda in lungo e in largo il gioco pareggiando il conto dei set con un netto 16-25.<br />
Il terzo set parte con le Perrottine subito in vantaggio, finalmente si vede un livello di gioco migliore ma le ospiti non mollano e rimangono incollate nel punteggio. Nella fase finale qualche errore di troppo permette al Foglizzese di rientrare nel set e di superare proprio nei vantaggi finali le padrone di casa che perdono così 27-29.<br />
Il quarto set è decisivo, da dentro o fuori. La squadra di Coach Perrotta-Barbiani però ora sembra davvero aver messo da parte la paura dei primi set e gioca in progressivo aumento, sia come ritmo sia come attenzione. Gli errori ci sono sempre ma ora la qualità è nettamente migliorata e a tratti si vede il miglior Testona. Dopo una prima parte in equilibrio le Perrottine prendono il largo e dominano vincendo il set 25-13.<br />
Si arriva così al set decisivo, il tie-break. Le ragazze del Testona sanno che dovranno dare il meglio di loro stesse per potercela fare: la partita è in perfetta parità e si arriva a braccetto fino al 9-9. In una situazione di gioco concitata le Perrottine conquistano il punto del +1 (10-9), ma la panchina avversaria si lamenta per un errore dell’arbitro. La tensione è alle stelle e la squadra di casa è brava a non farsi coinvolgere e a rimanere concentrata sul set che viene conquistato con un netto 15-11.<br />
Vittoria sofferta ma alla fine dei conti meritata per il Testona che nel turno successivo di questa Fase Finale incontrerà l’Ascot Lasalliano.</p>
<br />Filed under: <a href='http://sp0blog.wordpress.com/category/volley-2/'>volley</a>  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/sp0blog.wordpress.com/607/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/sp0blog.wordpress.com/607/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/sp0blog.wordpress.com/607/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/sp0blog.wordpress.com/607/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/sp0blog.wordpress.com/607/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/sp0blog.wordpress.com/607/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/sp0blog.wordpress.com/607/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/sp0blog.wordpress.com/607/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/sp0blog.wordpress.com/607/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/sp0blog.wordpress.com/607/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/sp0blog.wordpress.com/607/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/sp0blog.wordpress.com/607/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/sp0blog.wordpress.com/607/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/sp0blog.wordpress.com/607/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=sp0blog.wordpress.com&amp;blog=6757155&amp;post=607&amp;subd=sp0blog&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Testona Volley</title>
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		<pubDate>Wed, 03 Aug 2011 10:37:10 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[iNFORMAZIONE]]></category>
		<category><![CDATA[volley]]></category>

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		<description><![CDATA[Chi siamo: Testona Volley fondato nel 1995 sotto il campanile dell’Oratorio di Testona. Descrizione Il “TESTONA VOLLEY” rappresenta il settore Pallavolo dell’Associazione Sportiva Dilettantistica &#8211; Polisportiva Santa Maria di Testona che ha la sede in Strada Revigliasco 67 &#8211; 10027 Testona, Moncalieri. Il Settore Sportivo Volley dispone di una sua Regolamentazione che si interfaccia con [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=sp0blog.wordpress.com&amp;blog=6757155&amp;post=458&amp;subd=sp0blog&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://sp0blog.files.wordpress.com/2011/08/logo_volley-testona.jpg"><img src="http://sp0blog.files.wordpress.com/2011/08/logo_volley-testona.jpg?w=630" alt="" title="logo_volley testona"   class="alignleft size-full wp-image-459" /></a><a href="http://www.facebook.com/pages/Testona-Volley/189411964453804?sk=wall" title="Testona Volley" target="_blank"></a>Chi siamo:	Testona Volley fondato nel 1995 sotto il campanile dell’Oratorio di Testona.<br />
Descrizione<br />
Il “TESTONA VOLLEY” rappresenta il settore Pallavolo dell’Associazione Sportiva Dilettantistica &#8211; Polisportiva Santa Maria di Testona che ha la sede in Strada Revigliasco 67 &#8211; 10027 Testona, Moncalieri.<br />
Il Settore Sportivo Volley dispone di una sua Regolamentazione che si interfaccia con lo Statuto Societario dell’A.S.D. Santa Maria di Testona. Scopo principale è la diffusione, a livello giovanile (e non) della nobile disciplina della Pallavolo; nell’arco degli anni (e si parte dal 1998) il settore sportivo del Testona Volley ha formato giovani ragazze e ragazzi nella disciplina della pallavolo, fondendo, nel duro lavoro di palestra, spirito di aggregazione, lavoro di squadra e non per ultimo, da parte dei nostri allenatori e preparatori sportivi un forte rispetto per il prossimo.<br />
Il Testona Volley è affiliato alla FIPAV e alla UISP ed è regolarmente iscritto al<br />
REGISTRO NAZIONALE DELLE ASSOCIAZIONI SPORTIVE DILETTANTISTICHE<br />
del CONI .<br />
&#8220;http://www.facebook.com/pages/Testona-Volley/189411964453804?sk=wall&#8221;&gt;</a></p>
<br />Filed under: <a href='http://sp0blog.wordpress.com/category/informazione-2/'>iNFORMAZIONE</a>, <a href='http://sp0blog.wordpress.com/category/volley-2/'>volley</a>  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/sp0blog.wordpress.com/458/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/sp0blog.wordpress.com/458/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/sp0blog.wordpress.com/458/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/sp0blog.wordpress.com/458/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/sp0blog.wordpress.com/458/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/sp0blog.wordpress.com/458/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/sp0blog.wordpress.com/458/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/sp0blog.wordpress.com/458/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/sp0blog.wordpress.com/458/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/sp0blog.wordpress.com/458/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/sp0blog.wordpress.com/458/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/sp0blog.wordpress.com/458/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/sp0blog.wordpress.com/458/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/sp0blog.wordpress.com/458/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=sp0blog.wordpress.com&amp;blog=6757155&amp;post=458&amp;subd=sp0blog&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>La Pallavolo: storia, curiosità, notizie sul gioco più bello del mondo</title>
		<link>http://sp0blog.wordpress.com/2011/07/28/la-pallavolo-storia-curiosita-notizie-sul-gioco-piu-bello-del-mondo/</link>
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		<pubDate>Thu, 28 Jul 2011 21:09:20 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[Storia e curiosità Volley]]></category>

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		<description><![CDATA[di Nazzareno Midei Il gioco della pallavolo fu ideato da William G. Morgan (Lockport 23.1.1870 – Glenwood 27.12.1942), insegnante di Educazione Fisica all’YMCA di Holyoke nel Massachussetts. L’YMCA (Young Men’s Christian Association) aveva una fitta rete di istituti in tutto il mondo e questo elemento è stato fondamentale, come vedremo più avanti, per lo sviluppo [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=sp0blog.wordpress.com&amp;blog=6757155&amp;post=405&amp;subd=sp0blog&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>di Nazzareno Midei </p>
<p>Il gioco della pallavolo fu ideato da William G. Morgan (Lockport 23.1.1870 – Glenwood<br />
27.12.1942),  insegnante di Educazione Fisica all’YMCA di Holyoke nel Massachussetts.<br />
L’YMCA (Young Men’s Christian Association) aveva una fitta rete di istituti in tutto il<br />
mondo e questo elemento è stato fondamentale, come vedremo più avanti, per lo sviluppo<br />
della pallavolo.<br />
L’anno di nascita, convenzionalmente accettato da tutti, è il 1895 anche se alcune fonti<br />
riportano 1894 e 1896. <a href="http://sp0blog.files.wordpress.com/2011/07/storia1x_small.jpg"><img src="http://sp0blog.files.wordpress.com/2011/07/storia1x_small.jpg?w=150&#038;h=114" alt="" title="Storia1x_small" width="150" height="114" class="alignright size-thumbnail wp-image-416" /></a><br />
Morgan ideò il gioco per tenere in forma, durante la lunga pausa invernale, i giocatori di<br />
baseball e rugby e creare una valida alternativa alla ripetitività degli esercizi e dei giochi<br />
fino ad allora più usati.<br />
Il 6 febbraio 1986, Morgan fece scendere in campo i suoi atleti per mostrare ai colleghi e<br />
al preside il nuovo gioco che chiamò Minonette. Erano circa due anni che Morgan<br />
lavorava su questo progetto e la sua emozione era sicuramente forte.                                                  W.G.Morgan<br />
La scarsa capacità di eloquenza dell’insegnante, accanto alle caratteristiche dei suoi allievi (quasi tutti rugbisti e<br />
lottatori) non suscitarono però per la Minonette quell’interesse che Morgan si aspettava dai suoi colleghi.<br />
Abbiamo usato il termine “ideato” e non “inventato” perché in effetti Morgan si ispirò ad un antico gioco praticato in<br />
Italia già al tempo del medievo. Questo gioco attraversò le Alpi per approdare in Francia nel Seicento dove prese<br />
appunto il nome di Minonette. Era un gioco aggrazziato che veniva praticato nelle corti dei nobili ma che prese piede<br />
anche tra le classi della borghesia.<br />
Due anni prima del fatitico 1895, la Minonette pervenne in Germania dove assunse il nome di “faustball” (palla pugno).<br />
Morgan però introduce una novità importante: mentre in Francia la Minonette permetteva che la palla facesse un<br />
rimbalzo a terra (due addirittura in Germania) nel nuovo gioco la palla doveva essere colpita al volo.<br />
L’interesse per la Minonette tardava a venire. In quattro anni la sua fama aveva fatto solo 100 chilometri arrivando  a<br />
Springfield, dove quattro anni prima era stato inventato il basket. L’insegnante  Alfred T. Halstead si interessò<br />
immediatamente a questo nuovo sport ma qualcosa gli suonava strano: il nome. Era troppo ingentilito (dal francese<br />
minon: micio) per poter far breccia tra una gioventù abituata alle aspre lotte sui campi da football. In più Halstead era<br />
alto 1.90 e pesava più di cento chili e il suo soprannome era “the wardrobe” (l’armadio) e poco si addiceva ad un uomo<br />
così grosso giocare alla “Minonette”. Così coniò il nuovo e definitivo nome: “Volley” (lett. raffica, colpo violento)<br />
riprendendo un termine usato nel tennis che indica con “volley” (volee in francese) il colpo al volo senza rimbalzo.<br />
Ed anche il tennis era stato uno degli sport che aveva ispirato Morgan nell’ideazione del nuovo gioco.<br />
Nonostante il nuovo nome più aggressivo ed una capillare diffusione in tutti gli YMCA, il volley non incontra il favore<br />
degli sportivi americani tanto che occorrerà attendere il  1900 per vederlo giocare in Canada ed il  1905 a Cuba che<br />
all’epoca era considerata una sorta di colonia dopo la guerra Hispano-americana per il possesso dell’isola terminata nel<br />
1902 a favore degli Stati Uniti. <a href="http://sp0blog.files.wordpress.com/2011/07/storia3x_small.jpg"><img src="http://sp0blog.files.wordpress.com/2011/07/storia3x_small.jpg?w=150&#038;h=113" alt="" title="Storia3x_small" width="150" height="113" class="alignright size-thumbnail wp-image-418" /></a><br />
Grande entusiasmo invece suscitò il volley al suo arrivo dapprima in Sud America e poi in Asia.<br />
Ci pensa un altro insegnante di Educazione fisica,  Elwood Brown, il quale esporta il volley nelle Filippine (allora<br />
colonia americana) all’YMCA di Manila nel 1910.<br />
Brown, al fine di integrare gli indigeni con i soldati del contingente<br />
americano, organizzava di solito partite di football e di rugby ma<br />
la differenza di stazza tra le due popolazioni era troppo evidente e i<br />
filippini andavano incontro a sonore bastonate.<br />
Visto il nuovo gioco e capitone le caratteristiche, Brown intuì che<br />
poteva essere molto adatto alla velocità e all’agilità dei filippini i<br />
quali, dopo un mese di addestramento batterono gli impacciati<br />
colonizzatori in una memorabile sfida.<br />
Da qui prima in Cina poi in Corea il volley si diffonde a macchia<br />
d’olio tanto che già nel 1913 si organizzano i primi campionati asiatici.      Soldati americani in una base nelle Filippine<br />
Ma è in Giappone che nasce una vera e propria follia collettiva per questo sport che troverà poi il culmine nella vittoria<br />
alle Olimpiadi di Monaco del 1972 dopo la semifinale con la Bulgaria che vedrà il pubblico applaudire per ben dodici<br />
minuti gli eccezionali atleti nipponici.<br />
In Europa la pallavolo arriva durante la Grande Guerra con i soldati americani. Il dr.  George J. Fisher, segretario<br />
generale dell’YMCA War Work, propose di inserire  il volley nei programmi ricreativi per la truppa. La<br />
Spalding&amp;Brothers fornì all’esercito ben 16.000 palloni con lo scopo di ricreare fisicamente e mentalmente sia i soldati<br />
che i prigionieri.<br />
Finita la guerra la pallavolo riprende a svolgere il suo compito principale: quello di sport divertente e associativo in<br />
tempo di pace.<br />
Già nel 1922 si svolge a New York uno dei primi tornei nazionali. Sono ancora i tempi pioneristici dello sport in genere e le regole variano da paese a paese ed il volley è ancora alla<br />
ricerca di un regolamento comune.<br />
Nel 1986, sulla rivista americana “Physical Education” vengono pubblicate le<br />
prime regole ideate da Morgan:<br />
- il numero di giocatori è illimitato<br />
- il campo misura 15.24 x 7.62 mt<br />
- la rete è alta 1.98 mt.<br />
- Il pallone di cuoio può avere una circonferernza da 63.5 a 68.58 cm.<br />
- E può pesare dai 225 ai 340 gr.<br />
- Le partite si giocano sulla distanza di nove “innings” (turno) ed il<br />
- punteggio è legato al numero di giocatori i quali a turno devono           Uno dei primi palloni Spalding in commercio<br />
- effettuare la batttuta, riprendendo un meccanismo simile a quello del baseball<br />
- In battuta sono permessi due tentativi ed  un piede del battitore deve stare sulla riga di fondo<br />
- La palla battuta deve cadere oltre il tre metri dalla rete<br />
- Ogni volta che il pallone tocca la rete, sia su battuta sia durante il gioco, si commette sempre fallo<br />
È ancora uno sport che, aldilà del meccanismo del tocco al volo, ha ancora ben poco in confronto alla versione moderna<br />
alla quale ci si è avvicinati a piccoli passi.<br />
Ecco alcune modifiche significative apportate al volley nel corso dei primi anni del XX secolo:<br />
1900 – il set termina a 21 punti e la partita si gioca su 2 set (è previsto il pareggio); l’altezza della rete viene portata a<br />
2.13 mt; la palla è considerata valida se tocca una linea.<br />
1912 – il campo si allarga fino a mt. 18.28 x 10.66 e la metà campo non è più quadrata; la rete si alza a mt. 2.28; viene<br />
introdotta la rotazione.<br />
1916 – G.J. Fisher pubblica le nuove regole sulla rivista Spalding’s Athletic Library n° 364 dal costo di 10 cent.: il<br />
campo è ancora rettangolare a mt.18 x 10.50; la rete arriva a 2.44 mt le squadre sono composte da 6 giocatori; è<br />
introdotto il termine “ordine di servizio” poi denominato “rotazione”; set a 15 punti; gara al meglio dei tre set.<br />
1921 – viene segnata la linea centrale per segnalare le inviasioni<br />
1922 – viene introdotta la regola dei tre tocchi e quella che vieta ai giocatori di seconda linea di schiacciare dalla prima.<br />
1923 – la misura del campo diviene di nuovo quadrata portandola a 18.28 x 9.14 avvicinandosi a quella attuale.<br />
1925 – il   set può terminare solo quando una delle due squadre ha due punti di vantaggio.<br />
Intanto nel 1924, alle Olimpiadi di Parigi, la pallavolo viene giocata come sport dimostrativo.<br />
Lo sbarco in Europa aveva comunque lasciato il segno soprattutto all’est. In tutti i paesi che nel secondo dopoguerra<br />
aderiranno al patto di Varsavia, la pallavolo diventa sport nazionale.<br />
Nascono così le cosidette “scuole”.<br />
La scuola Cecoslovacca era basata sulla forza dei suoi schiacciatori e su uno studio biomeccanico approfondito<br />
applicato alla pallavolo che porterà notevoli innovazioni tecniche: a Praga e dintorni infatti nasceranno il “muro” nel<br />
1938 e soprattutto il “bagher” nel 1958 che viene tuttora considerata la più grande innovazione tecnica nella storia di<br />
questo sport.<br />
Il bagher “lett. scavatrice” stravolse i metodi di ricezione e difesa e permise  alla Cecoslovacchia di primeggiare per<br />
molti anni dato che le altre nazioni dovettero penare un po’ per aggiornare tattica e allenamenti.<br />
La scuola Russa era basata invece su una notevole preparazione tecnica in tutti i fondamentali che permetteva di<br />
sfruttare al meglio le enormi qualità fisiche delle svariate razze presenti sul territorio sovietico.<br />
In Asia si fa largo la scuola Giapponese, basata su un  gioco dalle caratteristiche veloci, fatto di agilità e capacità<br />
acrobatiche, molto apprezzato dal pubblico ma non molto redditizio tranne la pausa già citata degli anni ’70.<br />
Nel 1933 negli USA viene pubblicato il primo libro interamente dedicato alla pallavolo: il titolo è “Volleyball: a man’s<br />
game” ed è sicuramente una certa vis polemica che lo suggerirà all’autore.<br />
La pallavolo infatti non trova negli USA un grande successo: essa viene considerata<br />
uno sport adatto più alle femmine che ai maschi soprattuutto per la mancanza del<br />
contatto fisico.<br />
Negli USA (come ancora succede) primeggiavano infatti sport come la boxe e il<br />
football americano e lo stesso basket dava un senso di virilità e combattimento.<br />
Gli americani non ameranno mai fino in fondo il volley fino a quando, durante gli<br />
anni ’80, alcuni personaggi divenuti poi veri e propri miti di questo sport,  faranno da<br />
traino a grandi successi della nazionale a stelle striscie.<br />
Tre trionfi consecutivi (Los Angeles 84 e Seoul 88 e i campionati Mondiali dell’86)<br />
sanciranno il rispetto e l’ammirazione  di tutto il mondo nei confronti di  Stark,<br />
Timmons e soprattutto per  Kark Kiraly che insieme al nostro  Lorenzo Bernardi, è<br />
stato votato miglior giocatore del XX secolo.<br />
Negli anni precedenti la II guerra mondiale, la pallavolo si espande un po’ in tutto il<br />
mondo ma nessuno prende ancora la decisione di riunire forze e idee sotto la stessa organizzazione mondiale.<br />
Gli anni della guerra frenano ulteriormente le voglie di fare sport e così occorrerà attendere il 1946 per vedere fondare<br />
la FIBV, Federation Internationale de Volley Ball (strano vedere usare due lingue nello stesso acronimo) a Praga. Dal 18 al 20 aprile 1947 la FIBS si riunisce a Parigi per eleggere i propri rappresentanti ed elaborare un regolamento<br />
unico. A questa riuniuone partecipano 15 paesi: Belgio, Brasile, Cecoslovacchia, Egitto, Francia, Grecia, Italia, Olanda,<br />
Polonia, Portogallo, Romania, Ungheria, Uruguay, Usa e Yugoslavia.<br />
Viene eletto il primo Presidente Federale, il francese Paul Libaud che governerà fino al 1984.<br />
A distanza di pochi mesi aderiranno alla FIBV l’URSS, la Bulgaria e la Repubblica Democratica Tedesca. Il Giappone<br />
lo farà solo nel 1951 assieme alle Filippine. <a href="http://sp0blog.files.wordpress.com/2011/07/storia2x_small.jpg"><img src="http://sp0blog.files.wordpress.com/2011/07/storia2x_small.jpg?w=150&#038;h=111" alt="" title="Storia2x_small" width="150" height="111" class="alignleft size-thumbnail wp-image-417" /></a><br />
Nel 1948 vengono organizzati i primi campionati europei. L’onore spetta all’Italia che ospiterà a Roma solo sei squadre.<br />
Vince la Cecoslovacchia che batte in finale la Francia. Al terzo posto si piazza l’Italia, risultato che solo 41 anni più<br />
tardi verrà battuto dalla prima formidabile nazionale di Julio Velasco.<br />
Nel 1949 a Praga si svolge il primo campionato del mondo. L’italia chiude all’ottavo posto. L’URSS dà inizio ad un<br />
ciclo memorabile che porterà da qui ai giorni nostri, lo squadrone sovietico alla conquista di 28 campionati europei, 11<br />
mondiali e 7 olimpiadi tra maschile e femminile.<br />
Nel 1952 a Mosca si svolge il primo campionato mondiale femminile con l’ovvia vittoria sovietica.<br />
Nel 1953 il Giappone partecipa a tornei negli Usa adottando il sistema con sei giocatori anche se ci sono ancora, tra i<br />
dirigenti del sol levante, alcune perplessità sul numero dei giocatori tanto è vero che che nel  1955, in occasione dei<br />
primi giochi asiatici organizzati a Tokio, si svolgono due tornei paralleli: in quello con sei giocatori vince l’India mentre<br />
il Giappone stesso si aggiudica quello a nove.<br />
La pallavolo ormai ha assunto le caratteristiche di sport universale ed il riconoscimento definito arriva nel 1957 a Sofia<br />
nel corso della 53^ sessione del  CIO che promuove il volley al rango di sport olimpico.<br />
Ma occorrerà attendere ancora sette anni, le Olimpiadi di Tokio del  1964, per vedere giocare a pallavolo sotto la<br />
bandiera dei cinque cerchi.<br />
Roma infatti, a cui il CIO aveva affidato l’organizzazione delle Olimpiadi del  1960, non se la sente di far esordire<br />
questo giovane sport durante la rassegna decoubertiniana per il timore di esporre la propria nazionale ad una figuraccia<br />
al cospetto del mondo intero.<br />
La nazionale italiana a in quei tempi non era infatti nemmeno lontana parente di quella odierna: indietro nella tecnica,<br />
ingenui nella tattica, ma era soprattutto la diffusione territoriale e scolastica ad essere troppo limitata a poche realtà<br />
regionali.<br />
La pallavolo intanto prosegue inesorabile il suo cammino evolutivo tecnico-tattico che va di pari passo con quello<br />
tecnologico e sociale ergendosi così a sport moderno e perfettamente al passo con i tempi.<br />
È il perido di grandissimi giocatori come  Golian, Musil, Paulus, Dragan ma è soprattutto il periodo dei grandi<br />
mutamenti tattici.<br />
Poco prima della II Guerra il gioco era impostato con due alzatori al centro e quattro schiacciatori di banda che il più<br />
delle volte (soprattutto all’est) erano veri animali dal punto di vista fisico.<br />
Con la comparsa del muro (1938) nascono le coperture d’attacco.<br />
Arrivano poi le penetrazioni (fine anni ’50 – inizio ’60) ma sempre con il doppio alzatore; sulla spinta delle avanguardie<br />
giapponesi si inizia ad attaccare veloce al centro ed appare la battuta a bilancere.<br />
I palloni Mikasa, con la loro ormai leggendaria valvola, offrono l’occasione per la battuta flottante.<br />
Nel 1970 vengono messe le antenne per delimitare lo spazio aereo al di sopra<br />
della rete.<br />
Arriva quindi il palleggiatore unico ma la “pipe” ancora non esiste: dalla<br />
seconda linea si schiaccia da posto cinque.<br />
Grandissimi palleggiatori danno spettacolo sui parquet di mezzo mondo:<br />
Nekoda, Karow ed il nostro Dall’Olio riabilitano in modo definitivo il loro<br />
ruolo da sempre considerato appannaggio dei più bassi al servizio dei più alti.<br />
I tecnici capiscono che il punto si inizia a conquistarlo in battuta e chiedono<br />
ai loro giocatori più forza e più distanza dalla linea di fondo.<br />
I russi si inventano il muro sulla battuta avversaria mandando il centrale<br />
      Uno dei primi palloni della Mikasa                   prima linea ad intercettare il servizio.<br />
Questo gesto sarà vietato dalla FIBV nel 1984 considerandolo antisportivo.<br />
Sempre nello stesso anno il messicano Ruben Acosta diventa il secondo presidente della FIBV e con esso la pallavolo<br />
inizia un ciclo di modernizzazione e rinnovamento che porterà il nostro sport ad un livello di popolarità mondiale<br />
superata soltanto dal calcio.  <a href="http://www.csiroma.com/news/articoli/storia1.pdf" title="La Pallavolo: storia, curiosità, notizie sul gioco più bello del mondo " target="_blank"></a></p>
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